Il pane fatto in casa con la pasta madre rievoca antichi sapori e odori dei tempi lontani, rarefatti e quasi monotoni. Usi e costumi contadini che accompagnavano questa antica manualità. Le donne contadine scandivano con i gesti legati ai mestieri di casa e della campagna ogni giorno della settimana. Il pane si faceva una volta a settimana, cosi mi raccontava mia madre, si cuoceva nel grande forno a legna nel “basso servizio” di fianco a casa che serviva anche da legnaia, pollaio, e ricovero attrezzi dell’orto. La pasta madre restava ad attendere e lievitare nella madia, mobile di legno solitamente in olmo o noce (alberi di queste parti), con una alzata che nascondeva due vasche di diversa profondità. In quella meno fonda riposava il lievito nuovo e quello appena impastato per il nuovo pane, nell’altra il sacco di farina, di quelli portati sulle spalle dagli uomini. Quando il lievito, per sbaglio o imperizia, si deteriorava si andava in prestito dai vicini per ripristinarlo e dargli nuova vita. C’erano giorni propizi per impastare il pane, giorni adatti a farlo lievitare, stagioni migliori per una buona resa e fragrante profumo. Erano legati al sole al grado di umidità e al benessere delle donne che impastavano.

Oggi faccio il pane in casa con la pasta madre avuta da Luigi. Mentre impasto antichi ricordi riaffiorano insieme a saperi quasi ancestrali. Le mani sanno quando e quanto necessita “menare”, non c’è bisogno di scomodare la mente basta affidarsi a loro. Per fare buon pane (oltre alla buona farina) occorre avere fiducia nelle proprie mani! La pasta madre resta a riposare in quella madia in legno di olmo con le due vasche; anche oggi in quella profonda c’è la farina, vari tipi soprattutto quella integrale con farine miscelate e segale in sacchetti da 1 e da 5 chili, varie specie di semi (sesamo, lino, girasoli, papavero).
Il giorno della cottura del pane la casa si riempie della sua fragranza e, appena tolto dal forno della cucina a gas, del crepitio della sua crosta che, a contatto con l’ambiente della cucina, anticipa un sapore rustico e croccante!
Ho scoperto che anche il pane racconta!